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Tutto ha inizio negli anni '70. La chimica nei
campi è sempre più dominante. Si produce sempre di più e, se da una parte ciò
aiuta a risolvere definitivamente i problemi di approvvigionamento dei
consumatori europei, contemporaneamente i nostri suoli e le nostre acque
avvertono sempre più il degrado e l'inquinamento apportato da molecole estranee
alla natura, da pratiche agricole sempre più intensive.
E' a questo punto che diversi
agricoltori, in varie regioni d'Italia, iniziano a porsi delle domande. Fin dove
vogliamo arrivare?
Sulla base di parallele esperienze già in atto
anche all'estero, soprattutto nei paesi del nord Europa, nasce nelle Marche una
corrente di agricoltori che vuole tornare a produrre seguendo i ritmi naturali
delle stagioni, utilizzando prodotti che consentano di recuperare la vitalità
dei terreni, di piante ed animali… agricoltori che, a metà degli anni '80,
decidono di aggregarsi in un’associazione: l'Associazione
Marchigiana per l'Agricoltura Biologica, capostipite, in Italia, degli
agricoltori biologici.
Gli associati, stimolati da incontri ed esperienze collettive, crescono un po' ovunque in diverse regioni,
tanto che verso la metà degli anni '90 prende sempre più corpo l'idea di creare
un'associazione nazionale che getti uno sguardo anche al di là dei nostri
confini, verso la culla comune della nostra civiltà, il Mediterraneo. Nasce
così, sul finire del 1996, AMAB
, Associazione Mediterranea Agricoltura
Biologica, l'associazione nazionale di produttori
biologici.
Oggi l'AMAB ha una sede nazionale a
Isola del Piano (PU) presso il Monastero di Montebello e sedi periferiche in
tutte le Regioni d'Italia. E’ associato all'IFOAM, l'International Federation of
Organic Agriculture Movements e a Federbio, federazione italiana
interprofessionale, che riunisce tutte le principali realtà del settore
dell’agricoltura biologica.
L’AMAB
divulga informazione, formazione, assistenza tecnica e una rivista,
"MEDITERRANEO Dossier", il metodo produttivo biologico, e garantisce ai
consumatori prodotti di alta qualità, ottenuti con pratiche agronomiche
rispettose dell’ambiente, che escludono l'uso di sostanze chimiche di sintesi e
di OGM.

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